Il Cortisolo

Nel mondo del benessere si parla molto spesso in questo periodo di cortisolo e in particolare dei suoi livelli che possono essere troppo alti o troppo bassi (adrenal fatigue) dando luogo a tutta una serie di sintomi che vanno dall’aumento di peso, all’insonnia, alle alterazioni del sistema immunitario.

La medicina convenzionale non riconosce il concetto di “esaurimento delle ghiandole surrenali” e in effetti il quadro potrebbe essere più complicato di quanto appare.

Il cortisone è un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali e regolato dall’asse ipotalamo-ipofisi- surrene. Nonostante sia conosciuto come l’ormone dello stress, il cortisone svolge varie funzioni nell’organismo tra cui la regolazione del ritmo sonno-veglia e del metabolismo, dei livelli di zucchero nel sangue, della risposta infiammatoria e immunitaria e certamente anche della risposta agli stimoli stressogeni.

Il rilascio del cortisone è un processo finemente orchestrato dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA axis in inglese).

Questa parte è un po’ complicata ma è importante per capire le varie sfumature degli effetti sullo stress sul e nel nostro corpo.

Davanti a uno stimolo stressogeno l’ipotalamo, che si trova nel cervello, rilascia un ormone detto “ormone di rilascio della corticotropina” (CRH) che stimola l’ipofisi a produrre l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) che tramite il flusso sanguigno arriva alle ghiandole surrenali che a loro volta rilasciano cortisolo. In condizioni di stress prolungato i livelli di cortisolo possono rimanere elevati per lungo tempo, causando una serie di conseguenze per la nostra salute.

La teoria che ha preso piede per lungo tempo specialmente nell’ambito della medicina olistica ipotizzava che a causa della produzione prolungata di cortisone, le ghiandole surrenali si “esaurissero”, non riuscendo più produrre cortisone a sufficienza.

In realtà questa teoria non è stata confermata da riscontri in vivo e le più moderne ed accreditate ricerche scientifiche parlano di “disfunzione” dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, pertanto non una mancata produzione di cortisone, ma un problema di comunicazione tra gli organi coinvolti in questo asse.

In realtà quello che si verifica è molto più simile ad una resistenza al cortisone, il che significa che a causa dei livelli cronicamente alti le cellule e i tessuti del nostro corpo diventano insensibili agli effetti del cortisolo. Inoltre l’asse HPA si regola con un sistema di feedback, ovvero i livelli alti di cortisone a valle inibiscono la secrezione a monte degli ormoni prodotti da ipotalamo ed ipofisi.

Questa situazione dà vita ad un quadro multisfaccettato e non tutte le persone che affrontano una condizione di stress cronico si trovano nel medesimo stato.

La situazione più frequente è caratterizzata da livelli di cortisone cronicamente alti: le persone in questa fase sono cronicamente tese, nervose, irritabili, hanno difficoltà a dormire di notte, hanno continui risvegli e spesso si devono alzare frequentemente per urinare durante la notte.

Un altro quadro è rappresentato da livelli di cortisolo normali al mattino, con un crollo a metà giornata. Queste persone avranno un drastico calo di energia a metà giornata, con sonnolenza, stanchezza e difficoltà di concentrazione.

É anche possibile che il ciclo del cortisolo sia completamente alterato: livelli bassi al mattino e alti la sera, con stanchezza al risveglio e invece difficoltà ad addormentarsi alla sera.

L’ultimo caso invece è caratteristico di chi ha bassi livelli di cortisolo durante tutta la giornata: queste sono le persone che sono SEMPRE stanche, non importa quanto dormano.

Se vuoi sapere le cause della disfunzione dell’asse HPA e soprattutto come fare per ritrovare benessere e vitalità continua a seguirci: ne parleremo nei prossimi post!

Circhadian Rhythm

 

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